No Hunger is a traveling photographic project by Virginio Favale, which combines art, sport and social issues. Through the first three adventures, the artist will cross Europe, Japan and the USA by bicycle. A journey through history that reflects contemporaneity in all of its forms: anthropological, urban and environmental.

No Hunger è un progetto fotografico itinerante di Virginio Favale, che coniuga arte, sport e sociale e vede l’artista attraversare in bicicletta, nelle prime tre avventure, Europa, Giappone e Usa. Un viaggio nella storia che riflette la contemporaneità in tutte le sue forme, antropologiche, urbane e ambientali.

The works are translated into a series of traveling exhibitions and photographic books intended to finance development projects in the most disadvantaged areas in the world.
The cycling routes will see the digital world involved in direct sharing throughout the net. A call to action for interaction and social inclusion. Favale turns into a new Herodotus on a bicycle, using a vehicle that reconciles man with his ability to cross the world and his destiny just through his own strength.

Le opere si traducono in una serie di mostre itineranti e di libri fotografici destinati a finanziare progetti di sviluppo nei territori più svantaggiati nel mondo.
I percorsi ciclistici vedranno coinvolto il mondo digitale in una condivisione diretta attraverso la rete. Una call to action all’interazione e all’inclusione sociale. Favale si trasforma in un nuovo Erodoto in bicicletta, utilizzando un mezzo che riconcilia l’uomo con le sue capacità di attraversare il mondo e il destino con le sue sole forze.

It starts from Europe narrating the new human tribes through the transformations of urban centers. The photos reveal hives of different populations, integrated and lost in the endless transformations of time passing.
An exploration through the frenzy of the metropolis of finance, the aspirations and resilience of the capitals of community rights and spirit of cooperation. Cities emerge as living forms in constant change, the buildings as new Babel towers are the totems of a world looking for an identity.
An alternation between harmony and chaos, the desire to rise and the difficulty of bridging diversities. The silent protagonists are the new symbols of technological evolution expressed in their positive meaning, tools of interconnection, transport, and collective recognition. Virginio Favale, photographer and filmmaker, brings to maturity a coherent stylistic path, an evolution from analogue to digital, where multiple exposures are functional to narrative dynamism creating urban hyperspaces. The superimposition of images amplifies time, micro-stories that overcome photographic fixedness, transforming into a narrative universe.

Parte dall’Europa raccontando le nuove tribù umane attraverso le trasformazioni dei centri urbani. Le foto rivelano alveari di popolazioni diverse, integrate e sperdute nelle continue trasformazioni del tempo che scorre.
Un’esplorazione attraverso la frenesia delle metropoli della finanza, le aspirazioni e la resilienza delle capitali dei diritti comunitari e dello spirito di cooperazione. Le città emergono come forme viventi in continua mutazione, i palazzi come nuove torri di Babele sono i totem di un mondo in cerca di identità. Un avvicendamento fra armonie e caos, desiderio di elevarsi e difficoltà di colmare le diversità. Protagonisti silenziosi i nuovi simboli dell’evoluzione tecnologica espressi nella loro accezione positiva, strumenti di interconnessione, di trasporto, e di riconoscimento collettivo. Virginio Favale, fotografo e film maker, porta a maturazione un percorso stilistico coerente, un’evoluzione dall’analogico al digitale, dove le esposizioni multiple sono funzionali alla dinamicità narrativa creando iperspazi urbani. La sovrapposizione delle immagini amplifica il tempo, microstorie che superano la fissità fotografica trasformandosi in un universo narrativo.