Šárka Darton is a Czech-born artist, whose multimedia practice explores the relationships between people, places and architecture, examining the notion of identity in the context of our occupation of ever-changing space and time. Her work is held in private and corporate collections in the UK and internationally.

Šárka studied Art and Design in SUPS Turnov, Czech Republic, specialising in stonecutting and engraving before winning an academic scholarship to study enamelling at Dresden School of Art and Design, Germany in 1987.

Šárka Darton è un’artista Ceca, la cui pratica multimediale esplora le relazioni tra persone, luoghi e architettura, esaminando la nozione di identità nel contesto della nostra occupazione di spazio e tempo in continua evoluzione. Le sue opere trovano spazio in collezioni private e aziendali nel Regno Unito e a livello internazionale.

Šárka ha studiato Arte e Design in SUPS Turnov, Repubblica Ceca, specializzandosi nella lavorazione della pietra e dell’incisione e ha poi vinto una borsa di studio per studiare la smaltatura alla Scuola d’arte e design di Dresda, Germania, nel 1987.

After a short career as a restorer of paintings and wooden sculptures at the Museum of Eastern Bohemia, Czech Republic Šárka moved to the UK in 1993 where she studied jewellery and fashion design. In 2005 she graduated from the University of Chichester with a first-class degree in Fine Art and in 2015 Šárka has been awarded MFA (Masters of Fine Art) from University of Sussex, UK.
The artist won several international awards including the over all first prize at Italian Triennale in Verona last year. In 2016 she was selected for a WAW (Woman’s Art World) project in the National Museum of Marrakesh.
Her work is held in several private collections worldwide and was exhibited in a number of prestige’s international venues, such as RCA London, Pall Mall Galleries London, The Louvre-Paris, Uffizi-Florence, Museum of Modern Art Barcelona, La Vaccarrela Gallery Rome, Pallant House Gallery Chichester, and this year 57th Venice Biennale.

Dopo una breve carriera come restauratrice di dipinti e sculture in legno nel Museo della Boemia orientale, la Repubblica Ceca, Šárka si è trasferita nel Regno Unito nel 1993 dove ha studiato gioielleria e fashion design. Nel 2005 si è laureata presso l’Università di Chichester con una laurea di primo livello in Belle Arti e nel 2015 Šárka ha ricevuto il premio MFA (Masters of Fine Art) presso l’Università del Sussex, Regno Unito.
L’artista ha vinto numerosi premi internazionali tra cui il primo premio per la Triennale italiana a Verona lo scorso anno. Nel 2016 è stata selezionata per un progetto WAW (Woman’s Art World) nel Museo Nazionale di Marrakesh.
Le sue opere si trovano in numerose collezioni private in tutto il mondo e sono state esposte in numerose sedi internazionali di prestigio, come RCA London, Pall Mall Galleries London, Louvre-Parigi, Uffizi-Firenze, Museum of Modern Art Barcellona, ​​La Vaccarrela Gallery Rome, Galleria Pallant House Chichester e quest’anno 57a Biennale di Venezia.

“Addressing issues of identity and the relationship between people, places and architecture, my art is about the process of looking and seeing: our awareness of the time and space that we occupy. Like many artists who come to live in a different country to that of their childhood and adolescence, I see my own identity as somewhat ambiguous and use my art as a means of working through this ambiguity.
“Always looking for new ways in which my art will create a space, rather than simply occupy it, my aim is to give the viewer a sense of being within the work and not just standing in front of it.”

“Affrontando questioni di identità e relazione tra persone, luoghi e architettura, la mia arte riguarda il processo del guardare e vedere: la nostra consapevolezza del tempo e dello spazio che occupiamo. Come accade a molti artisti che vivono in un paese diverso da quello della loro infanzia e adolescenza, vedo la mia identità come un po ‘ambigua e uso la mia arte come mezzo per superare questa ambiguità.
“Sono sempre alla ricerca di nuovi modi in cui la mia arte creerà uno spazio, piuttosto che occuparlo semplicemente, il mio obiettivo è dare allo spettatore la sensazione di essere all’interno dell’opera e non solo di stare di fronte ad essa.”