Born in Montecchio Emilia (Reggio Emilia) in 1975 to Italian parents Laura and illustrious contemporary artist Omar Galliani, Michelangelo Galliani was exposed to art from a young age. He received a broad, formal education in Fine Art; first studying Stage Design at the Istituto d’Arte Paolo Toschi (Parma), followed by a study of Art History and Restoration at the Istituto Palazzo Spinelli (Florence), and culminating with a degree from Carrara’s Academy of Fine Arts, specialising in sculpture. Galliani’s academic education and life-long contact with contemporary art significantly impact his technique, shaping it to create a previously unseen and exquisite style.

Galliani’s unbridled talent was quickly noticed and published by esteemed artist Paolo Manazza on the Italian newspaper Corriere della Sera’s list of upcoming and valuable artists. Since 1996, the artist has been repeatedly participated in solo and group exhibitions, both in Italy and in international locations, including Spain, Istanbul and China. Most famously, his artworks were featured in the 2005 Biennale Giovani of Monza, the 2004 Rome Quadriennale, and at the 2015 ExpoArteItaliana curated by Vittorio Sgarbi.

Nato a Montecchio Emilia (Reggio Emilia) nel 1975 da genitori italiani Laura e l’illustre artista contemporaneo Omar Galliani, Michelangelo Galliani è stato esposto all’arte fin da piccolo. Ha ricevuto un’ampia formazione in Belle Arti; prima studia Stage Design all’Istituto d’Arte Paolo Toschi (Parma), seguito da uno studio di Storia dell’Arte e Restauro presso l’Istituto Palazzo Spinelli (Firenze), e culmina con una laurea all’Accademia di Belle Arti di Carrara, specializzandosi in scultura. L’educazione accademica di Galliani e il contatto permanente con l’arte contemporanea hanno un impatto significativo sulla sua tecnica, modellandola per creare uno squisito stile mai visto prima.

Il talento sfrenato di Galliani fu presto notato e pubblicato dallo stimato artista Paolo Manazza sulla lista del Corriere della Sera di artisti emergenti e di valore. Dal 1996, l’artista ha più volte partecipato a mostre personali e collettive, entrambe sia in Italia che all’estero, tra cui Spagna, Istanbul e Cina. In particolare, le sue opere sono state esposte alla Biennale Giovani di Monza 2005, al Quadriennale di Roma del 2004 e all’ExpoArteItaliana 2015 a cura di Vittorio Sgarbi.

Although Art Historians have categorised Galliani as a contemporary artist, he discards this title, claiming that his art is a variegation of classical and modern styles. Despite Carrara marble’s long-standing tradition, the artist tenaciously challenges the stone and its hardness by manually and methodically carving it using surgical instruments.
By employing this technique, he is able to accurately render the sculptures’ most minute details.

Sebbene gli storici dell’arte abbiano categorizzato Galliani come artista contemporaneo, egli scarta questo titolo, sostenendo che la sua arte è una varietà di stili classici e moderni. Nonostante la lunga tradizione della lavorazione del marmo di Carrara, l’artista sfida tenacemente la pietra e la sua durezza intagliandola manualmente e metodicamente con strumenti chirurgici.
Impiegando questa tecnica, è in grado di riprodurre con precisione i dettagli più minuti delle sculture.

This characteristic is particularly noticeable in the representation of the figures’ facial features, whereby their agonized expressions are faultlessly rendered to the point of evoking the viewer’s pathos. Galliani’s focus on expressions, together with the figures’ gently contorted bodies, softly carved features, and divine elegance, prominently evoke works executed by Italian Renaissance and Neo-Classical masters. Although the majority of his sculptures employ the ‘non finito’ technique to purposefully make them resemble recently discovered antique sculptures, their dramatic expressions ensure that the artwork appears complete to the viewer.
Interestingly, he engages with the material in a manner similar to that of Michelangelo Buonarroti; Galliani understands the fragments of marble as already holding within themselves the shape of the figures, and he brings these to life by carving the material following its original form. Without preparing preliminary sketches, the sculpted fragments are then juxtaposed with metals, such as brass, lead, and iron, to achieve a contemporary and distinctive identity that would be inconceivable if carved from uniformly cut marble blocks using machines. Through this technique, the artist emphasises the artworks’ didacticism, while also offering original compositions that skilfully handle the relation between 3D sculptures and flat surfaces.

Galliani believes that his works grow with time; he gives them initial life by creating them, but they then develop as the materials start to wear and change their appearance. The artist attaches great importance to this ageing process, stating that it symbolises the artworks’ progression into maturity, while also, paradoxically, presenting the artworks’ immortality.

Thus, by combining different traditions and employing his technical accuracy, Galliani produces mesmerizing artworks that present a varied, irrational, and aesthetically captivating interpretation of classical sculpture.

Questa caratteristica è particolarmente evidente nella rappresentazione dei linamenti facciali delle figure, in cui le loro espressioni agonizzanti evocano il pathos dello spettatore. L’attenzione di Galliani verso le espressioni, insieme ai corpi delicatamente contorti, ai tratti delicatamente scolpiti e all’eleganza divina, evocano in modo prominente le opere eseguite dai maestri del Rinascimento Italiano e Neoclassico. Sebbene la maggior parte delle sue sculture siano caratterizzate dalla tecnica del “non finito” per farle somigliare ad antiche sculture appena ritrovate, la drammaticità delle loro espressioni assicurano che l’opera d’arte appaia completa all’occhio dello spettatore.
È interessante inoltre notare la sua lavorazione della materia in un modo simile a quello di Michelangelo Buonarroti; Galliani già dalla scelta del marmo è in grado di vedere la forma delle figure che porterà poi alla vita con la sua lavorazione. Senza preparare schizzi preliminari, i frammenti scolpiti vengono poi giustapposti con metalli, come ottone, piombo e ferro, per ottenere un’identità contemporanea e distintiva. Attraverso questa tecnica, l’artista enfatizza la didattica delle opere, offrendo allo stesso tempo composizioni originali che gestiscono sapientemente il rapporto tra sculture 3D e superfici piane.

Galliani crede che i suoi lavori maturino con il tempo; dà loro la vita creandoli, ma poi essi stessi evolvono man mano che i materiali iniziano a cambiare il loro aspetto. L’artista attribuisce grande importanza a questo processo di invecchiamento, affermando che simboleggia la progressione delle opere in maturità, mentre, paradossalmente, ne presenta l’immortalità.

Così, combinando diverse tradizioni e impiegando la sua accuratezza tecnica, Galliani produce opere ipnotizzanti che presentano un’interpretazione variegata, irrazionale ed esteticamente accattivante della scultura classica.