Maria Angela Capossela (Milan 1970) is an artist involved in a social work of art, investigating both domination and natural phenomena. She was trained in Bologna, at the Academy, under the guidance of Alberto Garutti and at the same time she conducted studies of Foreign Literature that took her to France, where she lives since 2004. After a period devoted to university research and an associative project, she resumed the artistic activity in 2012, sewing for a year pieces of torn paper. In 2013, within the important cultural event in Irpinia Sponzfest, he conceived Sponzarti, the Art section of the festival, where he conducted several collective projects related to women and migration. In 2017 he created the first collective work in France, “Di mano in mano”, a project on “arduous works”.

Maria Angela Capossela (Milano 1970) è un’artista impegnata in un lavoro sociale dell’arte, indagando sia problematiche di dominazione sia di fenomeni naturali. Si è formata a Bologna, all’Accademia, sotto la guida di Alberto Garutti e parallelamente ha condotto studi di Letterature Straniere che l’hanno portata in Francia, dove vive dal 2004. Dopo un periodo consacrato alla ricerca universitaria e ad un progetto associativo ha ripreso l’attività artistica nel 2012 cucendo per un anno pezzi di carta strappati. Nel 2013 in seno all’importante manifestazione culturale irpina Sponzfest ha ideato Sponzarti, la sezione Arte del festival, dove ha condotto diversi progetti collettivi legati al femminile e all’emigrazione. Nel 2017 ha realizzato la prima opera collettiva in Francia, Di mano in mano, un progetto sull’usura al lavoro.

The works present at Artrooms come from the cycle of works “consecrated to the feminine”, works that investigate in particular the Italian South but which concern aspects present in many other cultures. The “Veil of the Bride” is a composite project, which develops in different artistic forms: works on paper, fabric, performance, installation and video. At Artrooms, Maria Angela presents three works on tissue paper and ink and one on tulle and sewn thread. These are imaginary topographies of the bride’s countries (the titles give back a real geography: Place des Terreaux, Occhino, Oullins, Regnano), places, times, lost existences that become light and poetic phantasmagoria in which you stare for a moment something absolutely elusive. Works that prepare a descent in the real field (performance of August 2016 during the Sponzfest cultural event) in which the support closed in the paintings comes out in the open, is embodied in a place, a culture and a specific sense for every woman who participates in the performance.

I lavori presenti ad Artrooms provengono dal ciclo di opere consacrate al femminile, opere che indagano in particolare il Sud italiano ma che riguardano aspetti presenti in molte altre culture. Il velo della sposa è un progetto composito, che si sviluppa in diverse forme artistiche: opere su carta, su tessuto, performance, istallazione e video. Ad Artrooms Maria Angela presenta tre opere su carta velina e inchiostro e una su tulle e filo cucito. Si tratta di topografie immaginarie dei paesi della sposa (i titoli restituiscono una geografia reale: Place des Terreaux, Occhino, Oullins, Regnano), luoghi, tempi, esistenze perduti che divengo fantasmagorie leggere e poetiche in cui si fissa per un istante qualcosa di assolutamente sfuggente. Opere che preparano una discesa in campo reale (performance di agosto 2016 durante la manifestazione culturale Sponzfest) in cui il supporto chiuso nei quadri esce allo scoperto, si incarna in un luogo, in una cultura e un senso preciso per ogni donna che partecipa alla performance.