L’ora blu è l’indagine su Roma a cui sta lavorando Federico M. Mozzano; è la sintesi del suo sguardo attento a cogliere le tracce del passato nella contemporaneità.
L’ora blu è il giorno che cade nella notte. Pochi minuti in cui nel cielo c’è ancora una minima luminosità che definisce i contorni e si accendono le prime luci nelle case e nelle strade. La stessa “luce a cavallo” che speriment per primo nel cinema Antonio Blasetti mentre girava La tavola dei poveri nel 1932: ”… chiesi a Montuori di girare appena calato il sole, profittando del quarto d’ora della superstite, e ancora avvertibile, luminosità diffusa. .. era nato il sistema “dell’ora a cavallo” a cavallo tra il giorno e la notte…. “ (Antonio Blasetti, Il cinema che ho vissuto).
Federico M. Mozzano propone Roma avvolta in questa luce blu, spesso difficile da percepire, troppo rapida nel suo dissolversi nel buio, troppo tenue per essere notata nelle ore di punta della città. Un tempo e un’ora indefinita che cambia con le stagioni, minuti sospesi tra il giorno e la notte. Questo è il tempo scelto da Mozzano per interpretare Roma in alcuni dei suoi luoghi monumentali più noti. La luce naturale lascia spazio a quella artificiale che dominerà la notte cittadina. Mozzano sceglie i luoghi monumentali più noti di Roma avvolti in un “effetto notte” che li nasconde a uno sguardo frettoloso, invitando invece a scoprirli con la pazienza dell’occhio che si adatta all’oscurità, riuscendo così a fermare quegli attimi altrimenti quasi impercettibili della quotidianità.
L’ora blu non si ferma a Roma, ma prevede uno sviluppo anche in altri luoghi e si concretizza in diversa ipotesi di realizzazione: un libro, una mostra, un progetto a più ampio respiro che comprenda diversi luoghi