People

RICCHI

Year:

2017

Media:

Carrara's marble, colored wood

Size (cm):

15 each piece x 15 each piece x 3 each piece

Roma 2018

Other works

con i piedi

RICCHI

Year:

2017

Media:

carrara's marble, colored wood

Size (cm):

100 x 60 x 40

Roma 2018

un letto comodo

RICCHI

Year:

2016

Media:

Carrara's marble, iron

Size (cm):

15 (pillow) x 50 (pillow) x 30 (pillow)

Roma 2018

Biography

Marika Ricchi è nata a Cesena nel 1987.Ha studiato scultura presso l’ Accademia di Belle Arti di Bologna e poi il Biennio Specialistico all’Accademia di Urbino.Vincitrice della borsa di studio ‘Franco Zeffirelli’, Marika Ricchi ha perfezionato la sua formazione presso l’Academy of Art della Newington Cropsey Foundation e l’Art Student’ s League di New York.Nel 2015 esordisce con la personale“Un letto comodo”, presso lo Studio Toselli di Bologna.Nel 2017 si svolge la terza personale “Sotto i piedi” a cura di Ilaria Dall’ Olio, all’ interno degli spazi suggestivi di Rocca Rangoni di Spilamberto.Numerose in questi anni sono le partecipazioni a importanti mostre collettive come: Biennale di Soncino 2017, Premio Nocivelli 2017 presso la chiesa della Disciplina a Verolanuova, Garten 2016 a villa Rovere di Correggio, Premio Combat a Livorno e premio Catel di Frascati.Invitata nel 2014 a partecipare alla Biennale d’arte creativadi Viterbo; poi nel 2015 alla Biennale di scultura di Piazzola sul Brenta.Sempre nel 2015 si inaugura “Nutrimentum” presso l’Orto dell’Abbondanza di Urbino e poi all’ interno della Fortezza borbonica di Civitella del Tronto;“Uomo e spiritualità” nella villa Necchi di Gambolò.Nel maggio dello stesso anno vince il premio internazionale di scultura E. Mannucci ad Arcevia,(AN).

Project

Giù i piedi dal letto
Per il progetto “Giù i piedi dal letto”, verrà utilizzata una delle stanze del prestigioso Church Palace Hotel di Roma, in particolare l’ attenzione si focalizzerà sul letto.
Quest’ ultimo sarà coperto da un lenzuolo bianco su cui andrò ad installare una decina di paia di piedi di ceramica policroma.
L’ esigenza di tale installazione nasce da un tema molto sentito e di grande tragicità degli ultimi tempi: quello dell’immigrazione.
I piedi, con i loro molteplici colori, rappresentano uomini, popoli, culture differenti, paesi divisi con la disperata volontà di trovare radici, unitarietà, stabilità. Parte anatomica di grande importanza, i piedi, sono volutamente scissi e isolati dal resto del corpo per sottolineare un senso di spaesamento e la conseguente mancanza di solidità; ma nel contempo alludono alla totalità del corpo da cui sono separati.
Fin dal principio, sono il primario mezzo di trasporto, percorrono distanze, attraversano strade, portano con sé il peso della vita; collegano le persone e i paesi e conducono a un destino.
I piedi sono una parte del corpo che dà equilibrio, stabilità, contatto con la terra, racchiudono grande intimità, emozioni e sensazioni nascoste. Quando questi non toccano più la terra e sono negati da questo solido contatto, vengono spogliati di quella certezza. I piedi in questa condizione sono simbolo, non solo di titubanza personale, ma anche di una società frammentaria e di una cultura, ormai quasi incerta.
Sono come tanti corpi in uno spazio determinato apparentemente confortevole, ma che sottolinea però un certo senso di delimitazione, uno spazio ristretto in cui sembra ci siano scarse possibilità di fuga in un’ altrove, una limitazione di libertà e movimento.
I colori sono allegri e vivaci per alleggerire la drammaticità di un tema e di un tempo devastanti per molti aspetti. Una vena sottilmente ironica che caratterizza in generale la produzione artistica dell’ artista che solitamente associa elementi colorati, ludici, di satira a tematiche contemporanee di spessore e talvolta di profonda drammaticità.
Il tema della multiculturalità legata alla solidarietà tra paesi, è qui evidente nella “multi-coloralità” dell’ installazione scultorea.